Articolo: L’Irreversibilità e le Inconsistenze fra Meccanica Quantistica e Adronica: i processi LENT/LENR

Giuseppe Quartieri, CACR, AMIS, ASTRI

INTRODUZIONE

Dagli anni ’30 del ventesimo secolo, la Comunità Scientifica è a conoscenza dell’esistenza di alcune inconsistenze fondamentali di Meccanica Quantistica e, in particolare, del Modello Standard (MS) definito dal Premio Nobel Franck Wilzcek con la locuzione: “Teoria Essenziale” (Rif. 13). Per analizzare e commentare queste inconsistenze, in modo analitico e critico, si impone la rivisitazione delle basi e degli assiomi fondamentali su cui è stata costruita la Meccanica Quantistica. Essa è stata creata dai suoi grandi padri fondatori qui di seguito riportati:

I 7 PRINCIPI FONDAMENTALI

  1. Principio di Quantizzazione (Planck, Einstein, Bohr) – 1900
  2. Principio di Dualità (De Broglie) – 1924
  3. Principio di Esclusione (Pauli) – 1924
  4. Principio di Sovrapposizione (Schroedinger) – 1926
  5. Principio di Probabilità (Max Born) – 1926
  6. Principio di Indeterminazione (Heisenberg) – 1927
  7. Principio di Complementarietà (Niels Bohr) – 1927

Basi la teoria quantistica ortodossa, definita “Interpretazione di Copenaghen“. Principio di Sovrapposizione come base dell’entanglement  e dell’esperimento EPR.

Questi principi fondamentali sono stati verificati ed accettati dalla Comunità Scientifica e si applicano alla fisica atomica. In particolare, riflettendo su questi principi e sui fenomeni fisici di sistemi (in particolare atomici) i cui i costituenti sono, in particolare, gli elettroni, si individuano (Rif. 10, 11, 12, 13 ecc.) le seguenti (lapalissiane) proprietà fondamentali:

  1. Sono masse puntuali (punti di massa) che ruotano attorno ad un nucleo con simmetrie definite da strutture matematiche e topologie ben note (simmetrie di Galilei e Poincaré).
  2. Sono particelle che si muovono in orbite stabili e quantizzate senza collisioni (altrimenti gli assiomi strutturali perderebbero di validità).
  3. L’elemento più pesante del sistema deve essere localizzato in uno dei due fuochi (altrimenti non si avrebbe una struttura Kepleriana) del sistema che deve essere pertanto dotato di un centro Kepleriano.

Le particelle che soddisfano questi tre assiomi sono normalmente definite Kepleriane, e quindi dotate di simmetria alla Galilei e alla Poincaré.

Le particelle elementari che invece non hanno struttura kepleriana sono chiamate “adroni”. La parola “adrone” è di origine greca e significa “largo, grande, pesante”. Adrone – secondo Santilli – è quindi una particella iperdensa, sferoidale, deformabile, dotata di carica, priva di nucleo (ossia senza struttura Kepleriana). Per esempio, adrone è il protone o il neutrone ecc.

Nella sua teoria sulla coerenza operativa dinamica, Giuliano Preparata definisce i tre elementi pioni, nucleo e risonanza-Δ dei nuclei atomici dominata dalla Cromo Dinamica Quantistica (CDQ; Rif. 1 Cap.11). In questo ambito, Preparata deduce la coerenza debole NΔπ per la fisica e i modelli di nucleo assieme alla esistenza del potenziale centrale che definisce la saturazione delle interazioni all’interno del nucleo.

In ogni caso, il nucleo atomico non ha struttura kepleriana. Di tutti gli altri modelli di nucleo (SM, droplet ecc.) nessuno presenta struttura kepleriana. Passando attraverso la QED (Quantum Electro Dinamics) che regge a dinamica del nucleo in se stesso, la materia (interna) al nucleo, ossia i cosiddetti “nucleoni”, è governata dalla CDQ, Cromo Dinamica Quantistica. In “fisica nucleare” ortodossa, i nuclei sono mantenuti assieme da forze di “breve raggio d’azione”, cosiddette nucleo-statiche che sono generate da scambio di mesoni di massa bassa (π, η, ρ, ω ecc.) fra nucleoni (protoni e neutroni), oltre alle interazioni di doppiette di isospin, per il protone (I3 =1/2) mentre per il neutrone (I3=-1/2). In sintesi, la revisione elaborata da Preparata, anche alla luce del Modello a Shell (SM da non confondere con il Modello Standard di Meccanica Quantistica) propone un modello “democratico” di nucleo in cui dei nucleoni componenti nessuno ha una posizione o una funzione prioritaria  rispetto agli altri nucleoni, come invece accade nei modelli Kepleriani, con nucleo centrale. Per definire una bella struttura ordinata della materia nucleare Preparata sviluppa una dinamica coerente dei costituenti nucleari (protoni, neutroni ecc.). A tale scopo, considera i campi d’onda della materia nucleare applicando – ma non per caso strano – il Modello a Quark (MQ da non confondere con Meccanica Quantistica); un nucleone è composto di 3 quark con spin ½, di tipo u (carica 2/3 ) e d (carica1/3). Così il protone è uud mentre il neurone è composto da udd. Come dice il Preparata uno dei successi del modello a Quark (MQ) è stato di presentare una spiegazione semplice dell’esistenza di un “zoo affollato” di particelle elementari, scoperte la maggior parte negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso negli acceleratori. Così il Modello  Quak mostra che il nucleone (N di energia mN= 940 Mev) e la risonanza Δ (energia mΔ=1232 Mev) appartengono allo stesso multipletto con la stessa funzione d’onda spaziale S mentre differiscono solo per lo spin: S= ½ per N e S =3/2 per Δ. Questi parametri e la loro vicinanza energetica consente il verificarsi di una evoluzione coerente della dinamica del nucleo. Proseguendo con l’introduzione dei campi d’onda  ecc. si può scrivere la Hamiltoniana HN del nucleo costituito da quattro elementi:

HN = Hk + HINT + Hπ + HSR

dove: Hk= l’Hamiltoniana Cinetica – HINT = l’Hamiltoniana d’Interazione – Hπ =  l’Hamiltoniana del campo π (che identifica il campo nucleare) – HSR = L’Hamiltoniana di “Short Range”

Elaborando questa equazione si giunge ala comprensione dei vari modelli nucleari (del nucleo) ed in particolare del modello a shell (SM) ecc. o del modello a “droplet” (a goccia) ed altri modelli che consentono di configurare gli aspetti della fenomenologia nucleare. Diventa quindi necessario riprendere l’analisi degli adroni che è lo scopo principale del lavoro.  

Secondo la nuova Teoria Essenziale ossia secondo l’espressione di Frank Wilczek, Premio Nobel per la fisica, “adrone è particella fisica composta di quark e di gluoni. (di per sé i quark e i gluoni non contano, perché non possono essere isolati). Si sono osservati due tipi fondamentali di adroni: i mesoni e i barioni. I mesoni si generano lasciando che un quark e un antiquark raggiungano l’equilibrio con la Griglia*. I barioni si generano lasciando che tre quark raggiungano l’equilibrio con la Griglia. Si sono osservate decine e decine di mesoni e barioni diversi. Quasi tutti sono altamente instabili. Possono esistere anche glueball (palle di  colla), iniziate da due o tre gluoni anche se il fatto che le “glueball” siano state realmente osservate è controverso – non ci sono etichette sulle particelle che scopriamo!”  

Si nota che la definizione di adrone adottata da Santilli è ben diversa dalla definizione data da Wilczek.

Tuttavia, Wilczek asserisce che i quark e gluoni non contano poiché non si possono isolare e quindi concorda, entro questi limiti, con la definizione di adrone di Santilli. Per Wilczek, i quark interagiscono fra loro e devono confrontarsi con la Griglia. Questa entità fisica rassomiglia o è identica con l’entità che l’uomo percepisce come spazio “vuoto”. Le teorie fisiche moderne più profonde rivelano che la Griglia è ben strutturata. Secondo Wilczek, essa sembra essere l’ingrediente principale della realtà e quindi è la sostanza  primaria alla base della realtà fisica. Le proprietà fondamentali della griglia sono:

  1. La griglia riempie lo spazio e il tempo.
  2. Ogni frammento della Griglia – ogni elemento dello spazio-tempo – ha le stesse proprietà fondamentali di ogni altro frammento.
  3. La Griglia brulica di attività quantistica. L’attività quantistica ha caratteristiche speciali. È spontanea e imprevedibile. Quindi, per osservare l’attività quantistica è necessario perturbarla.
  4. La Griglia contiene anche componenti materiali duraturi. Così il Cosmo è superconduttore multicolore multistrato.
  5. La Griglia contiene un campo metrico che conferisce rigidità allo spazio-tempo e provoca la gravità.
  6. La Griglia pesa, con densità universale.  

Si potrebbe quasi dire che, per la definizione di Santilli, l’adrone non soddisfa i tre assiomi primari, riportati all’inizio, delle strutture Kepleriane (modello sistema solare) della Meccanica Quantistica Standard. Per esaminare le inconsistenze della Fisica Quantistica diviene quindi necessario riesaminare le tre caratteristiche su riportate dei costituenti delle strutture atomiche (in particolare gli elettroni) rappresentati dalla Meccanica Quantistica.

Fig. N° 1. Differenza fra pacchetti d’onda nell’atomo di idrogeno e la molecola di idrogeno
  1. Le particelle alle quali si applica la Fisica Quantistica (MQ) sono state studiate e considerate come punti materiali, per certi versi, classici. Se si applica questo criterio agli adroni, si deduce che anch’essi dovrebbero presentare dei pacchetti d’onda di tipo puntuali, ossia che ricoprano le dimensioni di un punto: evento del tutto privo di senso scientifico. Secondo il realismo fisico, invece e al contrario, tutte le particelle, a cominciare dagli elettroni, presentano, dal punto di vista della Meccanica Ondulatoria e Meccanica Quantistica, una struttura a pacchetti d’onda non nulla. Anzi le particelle elementari standard presentano pacchetti d’onda piuttosto grandi poiché le loro dimensioni sono, approssimativamente, del tutto paragonabili alle dimensioni degli adroni. Di conseguenza, se due adroni si urtano o, in genere, interagiscono fra loro allora l’interazione produce una vera e propria compenetrazione relativa. Questo fenomeno dà luogo a interazioni non locali, ossia estese a un volume che non possono essere trattate e descritte con la Fisica Quantistica poiché le teorie quantistiche possono rappresentare solo fenomeni che avvengono fra punti isolati fra loro.
  2. Le orbite degli elettroni atomici – Fig. N° 1 – sono stabili e quantizzate mentre le orbite degli  eventuali elementi interni costituenti gli adroni stessi – in altre parole i cosiddetti “Quarks” e gluoni – sono da considerarsi anche esse stabili. Sorge il dubbio se le orbite dei quarks possano essere considerate quantizzate come le orbite degli elettronici atomici poiché il loro moto avviene in un mezzo iperdenso.
  3. In ogni caso, il moto dei quark all’interno dell’adrone avviene a velocità della luce. Fatto molto strano poiché gli spazi sono talmente piccoli che i quark e i gluoni finiscono per riempiere in modo omogeneo l’adrone stesso (Rif. 13 Frank Wilczek).
  4. Inoltre, il salto quantico da un’orbita all’altra orbita quantizzata, implicherebbe che gli eventuali costituenti  (quarks) stessi dell’adrone uscissero dalla struttura degli adroni poiché la distanza minima fra le orbite quantizzate sarebbe superiore alle dimensioni degli adroni stessi (pari a 1Fm = 10-13 cm). In altri termini, l’ammissione dell’esistenza di orbite quantizzate degli eventuali costituenti degli adroni (ad es. quarks in protoni) implica direttamente che l’adrone diventa instabile (ad es. protone instabile). Di conseguenza, il lavoro necessario al salto quantico dovrebbe essere nullo (o del tutto libero) poiché, una volta eccitato, il quark adronico dovrebbe saltare ad una nova orbita necessariamente a di fuori dell’adrone  (al di fuori del protone) producendo una messe di costituenti (quarks). Al momento questo evento non avviene in realtà. Non si misurano quark esterni all’adrone. In altri termini, si verifica un disaccordo catastrofico con i dati sperimentali.
  5. Così, i normali costituenti atomici (elettroni atomici)  seguono le simmetrie di Galilei e di Poincaré che rappresentano esattamente il funzionamento dei sistemi atomici di tipo a struttura solare. Le stesse simmetrie non sono più valide all’interno degli adroni che sono privi di struttura a sistema solare  e quindi non presentano dei centri Kepleriani di orbite satellitari. Di conseguenza, se si applica allo studio agli adroni la Meccanica Quantistica non si ottengono risultati esatti. Seguendo invece, i  dati incontrovertibili provenienti dallo studio di profonda (deep scattering) diffusione inelastica, gli adroni possono essere considerati come sistemi composti da un mezzo isotropico, iperdenso, omogeneo in cui la ricerca di una struttura atomica similare a quella dei sistemi solari diventa del tutto priva di senso fisico.

Si conferma quindi l’assenza di una struttura di tipo atomica all’interno degli adroni.

Seguendo gli eventi della storia e della filosofia della scienza (Rif. 10, 11 et alter) ossia seguendo le moderne teorie di scienza, la convalida della verità delle teorie fisiche è determinata, entro le condizioni di applicabilità, dai risultati ottenuti. La Meccanica Quantistica (Fisica Quantistica), Modello Standard/Teoria Essenziale, è stata in grado di rappresentare tutte le caratteristiche e parametri dell’atomo d’idrogeno in modo splendido, e perciò, entro detti limiti e condizioni, questa teoria è valida.

Per contrasto, quando si tenta di estendere la Meccanica Quantistica allo studio della struttura delle particelle (adroni elementari) si trovano inconsistenze varie, che hanno prodotto alcuni risultati errati in altre branche della fisica nucleare, la chimica e l’astrofisica.

Si riconosce (Rif. Santilli) naturalmente da molto è passato il tempo di rivisitare e riesaminare la validità della Meccanica Quantistica per strutture adroniche. Infatti, da oltre un decennio, i fisici stanno elaborando la revisione dei fondamenti di fisica quantistica e adronica. Basti pensare alla Teoria Essenziale definita da Frank Vilczek.

Necessità di generalizzazioni

Per riesaminare le suddette inconsistenze, si può fare riferimento ad alcuni frasi del grande Enrico Fermi così come si può fare riferimento ad altri lavori di altri fisici come quelli di Roger Penrose che ha proposto di classificare queste inconsistenze come paradossi o misteri di Meccanica Quantistica. Dall’analisi dei paradossi di Penrose risulta che la Meccanica Quantistica non riesce a spiegare e coprire tutti i fenomeni che inizialmente si era proposta di spiegare e rappresentare. La moderna Meccanica Adronica si pone come teoria in grado di coprire le limitazione della stesa Meccanica Quantistica, almeno entro i limiti della applicazione agli adroni.  

Alla luce dei nuovi risultati di Meccanica Adronica si può tentare di elaborare una classificazione quasi esaustiva delle suddette inconsistenze, di cui almeno alcune vanno considerate “catastrofiche”.  

La classificazione proposta per i suddetti paradossi è;

  1. Insieme dei paradossi classici (EPR ecc.) descritti da Penrose e altri rispetto al cosiddetto Modello Standard a cominciare dalle inconsistenze concettuali e tecniche.
  2. Alcuni aspetti della fisica dei quark che alcuni fisici continuano a considerare “congetture”.
  3. Insieme dei paradossi o inconsistenze di Chimica Quantistica.
  4. Insieme d’inconsistenze di MQ per la spiegazione e rappresentazione dei LENT/LENR (Low Energy Nuclear Transmutations/Low Energy Nuclear Reactions) includenti come caso particolare i famosi misteri (alla Preparata) della fusione fredda.

Si analizzano in sequenza alcuni aspetti.

  1. Scrive il Prof. Roger Penrose: «La meccanica quantistica è onnipresente anche nella vita quotidiana, ed è il cuore di molti settori nell’alta tecnologia, compresa l’elettronica del computer » [Rif. 2,  3]. In particolare, secondo Penrose, lo stato di un sistema è dato dalla sovrapposizione pesata da numeri complessi, di tutte le possibili alternative. L’evoluzione temporale dello stato quantistico è detta evoluzione unitaria (o evoluzione di Schrödinger Fig. 1) e viene indicata con la lettera U ed è lineare. La linearità è caratteristica costante dell’equazione di Schrödinger. A livello quantistico, le sovrapposizioni  pesate con numeri complessi sono sempre presenti. A livello classico, le regole cambiano abbastanza. Lo spostarsi da livello U al livello C (per es. osservazione di un video a bordo di un aereo) produce qualcosa di  nuovo, ad esempio la “irreversibilità” del fenomeno a livello classico. In altre parole, anche alcuni eventi quantistici si piccola scala possono innescare qualcosa di più grande che si osserva a livello classico (macroscopico). Alcune volte avviene il cosiddetto fenomeno del collasso della funzione d’onda ossia la riduzione del vettore di stato, indicato normalmente nella letteratura scientifica con la lettera R. Quindi, nel processo di ingrandimento dal livello U (processo unitario microscopico) al livello C (processo macroscopico) si passa da sovrapposizioni di quadrati e sovrapposizioni lineari a sovrapposizioni di probabilità. I moduli al quadrato diventano probabilità. Nasce cosi il “non determinismo”, che appunto compare con il processo R.  La meccanica quantistica diventa non deterministica solo quando si fa un misurazione. Come dice Penrose, questa ibrida procedura stranamente viene … a essere considerata da tutti gli specialisti una teoria fondamentale! 
  2. Tuttavia, la Meccanica Quantistica rimane molto affascinante e presenta alcuni enigmi che diventano paradossali a livello di essere considerati misteri.
  3. Secondo il Prof. Roger Penrose sussistono due tipi di misteri:
  • misteri Z  (da puZZle  & FuZZy) es. dualità onda/particella; misurazioni nulle (ad es. il test della bomba di Elitzur-Vaidman 1993); effetti non locali: particolarmente interessanti sono gli effetti non locali  del tipo non località quantistica o intreccio quantistico con il famoso l’esperimento EPR – Einstein, Podolsky e Rosen). Gli effetti non locali sono eventi che accadono in punti separati, cioè in un punto A e un punto B, ma restano connessi (entangled = intrecciati) in modi misteriosi (Quantum entanglement = intreccio quantistico). 
  • Misteri X (da paradox) es. gatto di Schrödinger.

L’analisi di questi misteri è molto lunga e non si può riportare in questa sede (si legga Rif. 11). Tra i fisici ci sono molti scettici sulla validità generale della Meccanica Quantistica e sulla possibilità di trovarne applicazioni nel macrocosmo. La Fig. 2 sintetizza questa posizione così come la vede il Penrose, ma viene modificata per introdurre il grande apporto del fisico italo-americano Ruggero Maria Santilli. La necessità della generalizzazione della Hamiltoniana (assieme a molte altre problematiche) viene creata dalla reversibilità nel tempo, evento strutturale ed intrinseco della Meccanica Quantistica. Certamente, questa limitazione si applica solo e soltanto alla fisica atomica, ossia ai sistemi per i quali è stata creata la meccanica quantistica.

Schema_classico_delle_relazioni_fra_meccanica_classica_e_quantistica
Schema_classico_delle_relazioni_fra_meccanica_classica_e_quantistica

La credenza che tutto il mondo microscopico sia irreversibile come lo è l’orbita degli elettroni attorno al nucleo non è una verità scientifica. Tutte le azioni a distanza e tutte le forze fino ad ora identificate sono reversibili e, come tali, trattabili con la Hamiltoniana. Questa caratteristica però è in evidente contraddizione con la “irreversibilità” della natura e degli artefatti come ad esempio un aeroplano ecc.

Non si può credere che la stessa disciplina, nel caso di specie, la meccanica quantistica, dia risultati esatti e rigorosi se applicata a condizioni fisiche di moto degli elettroni completamente diverse da quelle su citate del moto stabile degli elettroni attorno al nucleo dell’atomo d’idrogeno. Infatti, nell’applicazione classica della meccanica quantistica al moto degli elettroni, si assume per vero la stabilità locale degli elettroni in moto in un mezzo iperdenso con conseguente conservazione del momento angolare (simmetria rotazionale).

Gli esperimenti hanno dimostrato che tutte le altre configurazioni di spin provocano “forze repulsive” rendendo la fusione nucleare (FNF) poco credibile. La configurazione preferita in questo studio e quella assiale per la semplice ragione che presenta una più grande efficienza di energia d’uscita. Ciò implica l’accettazione del moto perpetuo. Per adattare la teoria fisica alla realtà, Santilli asserisce che basta procedere a una generalizzazione della meccanica quantistica, che sia in grado si descrivere l’irreversibilità. Forse quest’approccio si può considerare basilare ma certamente non è sufficiente.  

Ciò implica che, dal punto di vista fisico, non è possibile ridurre un sistema classico, macroscopico, irreversibile (del tipo automobile, aeroplano) alla collezione di un numero finito di particelle elementari tutte in condizioni di “funzionamento” reversibile. Viceversa, una qualsiasi collezione di particelle elementari in condizioni di moto reversibile non può condurre ad ottenere un sistema macroscopico irreversibile. Di conseguenza, divenne mandatorio e cogente generalizzare la Meccanica Quantistica al fine di includere fenomeni irreversibili. Durante quasi tutto il XX-simo secolo, la fisica teorica ha inseguito il sogno di spiegare fenomeni complessi impiegando le equazioni troncate di Lagrange per tentare di ridurre, mediante l’equazione troncata di Lagrange, l’intero universo allo studio di punti isolati tra cui agisce una azione a distanza, senza forse esterne. Ma lo stesso Lagrange affrontò il problema dell’irreversibilità introducendo nell’analisi un numero infinito di forze tra cui alcune ristrette a forze di tipo di contatto tra particelle che quindi non possono essere dedotte da un “potenziale”. Così, Lagrange diede origine al primo tentativo di spiegazione dell’irreversibilità.

MECCANICA ADRONICA e LENT/LENR

Senza ricorrere all’approccio della Teoria Essenziale che include le quattro forze fondamentali, si continua a considerare le discrepanze fondamentali fra Meccanica Quantistica e Meccanica Adronica. Le basi per la disputa sono le seguenti 7 aspetti di considerazioni enunciate da Santilli per ‘applicazioni di LENT/LERN:

PROPOSIZIONE N° 1:

LA MECCANICA QUANTISTICA (MQ) NON SEMBRA IN GRADO DI RAPPRESENTARE I PROCESSI LENT/LENR (Low Energy Nuclear Trasmutations/Low Energy Nuclear Reactions).

Qualunque calcolo o previsione elaborata per spiegare i fenomeni LENT/LENR basandosi sulla Meccanica Quantistica appare affetto da gravi e grandi errori quando si tratta di trattare fenomeni entro l’orizzonte adronico (raggio di 1fm). I fisici di spessore sanno da decenni che esistono evidenze schiaccianti che la Meccanica Quantistica (MQ) è certamente valida per la fisica nucleare. In fondo ma anche in superfice, le centrali nucleari funzionano! Purtroppo, la Meccanica Quantistica è semplicemente approssimata nel settore LENT/LENR. Si potrebbe tentare di elaborare la lista esaustiva delle ragioni di validità solo approssimata di Meccanica Quantistica ai LENT/LENR, ma in prima battuta si può limitare la analisi ai seguenti casi fondamentali:

A – Per continuare ad applicare le simmetrie di Galileo e di Poincaré ad una particella (o un sistema di particelle) è necessario che la particella stessa sia dotata di una struttura planetaria di tipo Kepleriano, ossia una struttura avente un nucleo Kepleriano. Se si limita il discorso agli adroni ossia a particelle cariche, deformabili, non sferiche, altamente dense allora ci si accorge facilmente che per esse non sono valide le simmetrie suddette di Galilei e Poincaré. Secondo Santilli: I nuclei sono  adroni e quindi non sono dotati di nuclei. Qualunque opinione che asserisce che la Meccanica Quantistica sia esatta per i nuclei è una mistificazione scientifica. Infatti, dopo decenni di piena conoscenza da parte degli esperti, va ormai denunciata questa discrepanza, perché le simmetrie alla base di MQ, che sono appunto valide per strutture atomiche-Kepleriane, non possono essere esatte per “nuclei senza nuclei” essendo chiaramente rotte.

B – Dopo quasi un secolo di studi ed un fiume di denaro pubblico speso allo scopo, MQ non é stata in grado di rappresentare esattamente il momento magnetico del nucleo più piccolo, il deuterio:  manca infatti circa 1% del valore del momento magnetico dopo tutte le correzioni relativistiche possibili. La stessa MQ consente di ottenere valori di momento magnetico dei nuclei pesanti come lo zirconio, solo con deviazioni veramente elevate, mentre il tentativo di rappresentazione con le congetture basate sui “quarks” sono inique o poiché non conducono a nessun risultato scientificamente valido. I quark non possono avere gravità e appaiono molto poco definibili nello spazio-tempo ed presentano altri problemi molto seri. Quantunque ben noto, va detto che chiunque ritenga che MQ (Meccanica Quantistica) sia la teoria finale dopo quasi un secolo di fallimenti  commette un serio errore.

C – Dopo quasi un secolo di fallimenti, la MQ non è riuscita a spiegare e capire il comportamento del momento angolare del nucleo più piccolo, il deuterio perché gli  assiomi di MQ richiedono che il “ground state” di due particelle di spin 1/2 deve avere, per evidenti condizioni di stabilità, spin zero mentre il deuterio ha spin 1. Con fallimenti così seri nel settore,  solo pochissimi ritengano ancora che MQ sia la sola valida teoria valida per le strutture nucleari, a parte il discorso delle LENT/LENR. Tutti sanno che la QED e la CDQ generalizzano la MQ.

Se MQ non è stata in grado di rappresentare, in modo del tutto rigoroso, le strutture nucleari in quasi un secolo di fallimenti, come si fa a credere che possa rappresentare LENT/LENR?

Nei riferimenti (Rif. 6, 7, 8)  e la vasta bibliografia relativa sono riportati, in modo approfondito, gli approcci scientifici che corroborano e dimostrano questa tesi.

PROPOSIZIONE  N° 2:

NECESSITÀ DI SCEGLIERE UNA NUOVA MECCANICA PIÙ ADEGUATA PER I PROCESSI LENT/LERN.

Esistono diverse generalizzazioni della Meccanica Quantistica . Ognuna di esse ha vantaggi e svantaggi e le proprie limitazioni e limiti. Una delle generalizzazioni proposte è la cosiddetta Meccanica Adronica (MA) di Ruggero Maria Santilli. Lo sviluppo di questa Meccanica Adronica (MA) è stato la parte più importante della vita di ricerca di Santilli, che propose nel 1978 (quando era ad Harvard) il primo lavoro. Dopo decenni di studi, e grazie anche a tanti contributi importanti di colleghi italiani i cui nomi sono elencati nelle referenze, l’approccio MA ha, da lungo tempo, oltrepassato il livello di interesse accademico perché, oltre a tante verifiche sperimentali, ha già ricevuto – nella sua versione applicativa – investimenti per vari milioni di dollari per la realizzazione di  applicazioni industriali [1,2,3]. Uno dei settori in cui non è stato fatto molto finora è proprio quello di LENT/LERN.

La Meccanica Adronica appare valida e soddisfacente per una rappresentazione più adeguata (ma mai ultima) delle strutture nucleari e quindi per i processi LENT/LERN perché si  dimostrata che è:

  1. Universale, ossia includente tutte le generalizzazioni possibili non-triviali (quelle non-unitarie) di MQ come prodotto dell’evoluzione temporale che caratterizzi un algebra (ossia verifichi gli assiomi scalari e distributivi a sinistra e a destra). Le equazioni di base per l’evoluzione temporale di una osservabile A, proposte  nel 1978 da Santilli come la base della meccanica adronica per sistemi isolati si possono scrivere:
  2. i dA/dt = [A, H]* = A T(t, r, p, \psi, …) H – H T(t, r, p, \psi, …)
  3. A, T = T^+,

da cui si può facilmente provare l’universalità per i sistemi più generali possibili di tipo non lineare, non locale, non hamiltoniano, non unitario, ecc., sotto la condizione che l’energia totale è conservata:

  • idH/dt = [H, H]* = 0.

A questo punto, diviene d’obbligo ricordare anche che la Meccanica Quantistica ha fallito ulteriormente a rappresentare l’irreversibilità dei processi LENT/LERN. Questo è un punto essenziale per convincere i fisici qualificati della peculiare unicità de la Meccanica Adronica entro i limiti della sua validità, ossia della sua capacità di generalizzare la Meccanica Quantistica. In particolare, il fenomeno della irreversibilità è rappresentato dalla Meccanica Adronica in maniera diretta ed elementare mediante la proprietà:

  • T(t, …) = T^+(t, …) \not = T(-t, …).
  • Invariante sotto le simmetrie isotopiche (Poincare- Santilli – Isosymmetry, ecc.), senza di cui le  previsioni numeriche cambiano nel tempo per cui le teorie soffrono di problemi oggi noti a veri esperti come “inconsistenze catastrofiche” [6]. Tuttavia, molti giornali di società di fisica continuano a pubblicare questi tipi di argomenti senza chiamarli con il giusto nome di inconsistenze catastrofiche

Tuttavia, la vera ricerca, particolarmente quella innovativa necessaria per LENT/LENR, non può essere fatta senza l’innesco di eventuali problemi di etica scientifica.

  • Capace di rappresentare tutti i dati nucleari in una maniera esatta ed invariante: per cominciare si può fare riferimento al fatto che la “simmetria di Poincaré” generalizza da Santilli, come isosimmetria, non richiede l’esistenza di un nucleo nei nuclei perché è stata costruita per forze di contatto rappresentate dall’operatore T senza le quali (ossia per T = 1) si ritrova la simmetria convenzionale, ecc. Al tal riguardo, bisogna ammettere che è molto interessante accettare una eventuale discussione sulle generalizzazioni alternative della Meccanica Quantistica, a condizioni – secondo Santilli – che vengano discusse e dimostrate che siano veramente indipendenti dalla Meccanica Adronica.

PROPOSIZIONE N° 3:

IDENTIFICARE LE LEGGI FISICHE NECESSARIE PER I PROCESSI LENT/LENR

La meccanica adronica ha identificato già da tempo sette leggi fisiche [1] (oggi citate da professionisti come “Santilli’s Laws for Low Energy Nuclear Transmutations”) che devono essere soddisfaatte perché possano avvenire fenomeni di fusione fredda ossia che debbono essere verificate affinché due nuclei possano fondersi a bassa energia.

Alcune di queste leggi sono veramente di base. I commenti diretti su queste stesse leggi sono.

  1. L’attuazione dei LENT/LENR richiede che i nuclei siano accoppiati in uno stato di singoletto (spin opposti). Asserisce Santilli: “Negli esperimenti fatti in italia fino ad ora di mia conoscenza gli spin dei due nuclei hanno orientazione arbitraria, inclusa quella di tripletto (spin paralleli). Come potete sperare di raggiungere efficienze di valori industriali in queste condizioni? Inoltre, in alcuni casi ho visto anche una predominanza di accoppiamenti di tripletto. Questo approccio – secondo Santilli – è come cercare di accoppiare ingranaggi con rotazioni parallele. In questo caso gli ingranaggi si respingono con forze immense oppure i denti si spaccano!”
  1. É necessario polarizzare le orbite elettroniche affinché i nuclei siano esposti come premessa evidentissima per la loro fusione. Essendo a bassa energia per definizione (quindi senza l’energia di ionizzazione), sembra che gli esperimenti in Italia abbiano impiegato nuclei “molto protetti” dalle loro nubi elettroniche che la natura ha messo proprio per questa funzione. In questo caso è evidentemente impossibile avvicinare i due nuclei, lasciamo stare fonderli! Ma come si può sognare di raggiungere efficienze di valori industriali? Non mi sento di condividere.
  1. I nuclei usati devono essere quelli giusti, perché ci sono degli isotopi di una data sostanza che ammettono LENT/LENR ed altri della stessa sostanza che non le ammettono a causa di varie leggi di conservazione e regole di superselezione. Negli esperimenti in Italia il processo di selezione accurata degli isotopi giusti appare incompleta. Sono previste  varianti per i miglioramenti possibili! Un elemento naturale, ad esempio il palladio (ossia una combinazione dei suoi tanti isotopi) necessariamente ha un’efficienza limitata perché gli isotopi del palladio che non ammettono LENT/LERN rallentano evidentemente quella degli isotopi giusti. Recentemente l’impiego del palladio è stato abbandonato per preferire, ad esempio, la costantana ecc.

Le altre due leggi fisiche IV) e V) richiedono una conoscenza tecnica di Meccanica Adronica e non si possono presentare in questo lavoro; ci vuole molto più spazio e tempo per studiarle e comprenderne il vero senso innovativo.

Come dato di fatto, si riconosce che i processi LENT/LERN esistono e sono una realtà. Purtroppo sono processi aleatori e quindi con un’efficienza che non ha nessun valore pratico.

Bisogna continuare gli esprimenti altrimenti cambiare direzione oppure campo di applicazione perché, dopo decenni senza una novità di vero rilievo strutturale, le speranze di successo possono diminuire molto sensibilmente.

PROPOSIZIONE N° 4:

OTTIMIZZARE LE REALIZZAZIONI DELLE LEGGI FISICHE PER I PROCESSI LENTS

L’identificazione della meccanica giusta, la sua verifica sperimentale accurata, l’identificazione delle leggi fisiche, ecc., sono solo premesse “for the real thing”: come realizzare dette leggi.  

Ad esempio, per essere sicuri che gli accoppiamenti siano di singoletto (per cui MA prevede un aumento dell’efficienza – energia prodotta – del 7,2% se realizzata bene), ci sono tante possibilità. E’ necessario scegliere quella migliore dopo un’analisi veramente comparativa di tante possibilità.

Similmente, ci sono tante possibilità per controllare le orbite nucleari a bassa energia onde “appiattire” gli atomi ed disporre i nuclei almeno secondo una simmetria assiale (nel qual caso, MA prevede un altro aumento dell’efficienza dei processi LENT di almeno il 9,2% a seconda della realizzazione, ossia aumento scarso per realizzazione scarsa).

In questo settore di ricerca, sono stati spesi, da industrie negli USA, circa un milione di dollari ottenendo come risultato primario la scoperta di una nuova specie chimica detta “magnecole” [2]. Oggi la tecnologia magnecolare è:

  • nota ad “esperti veri” che si aggiornano continuamente.
  • direttamente rilevante per i processi LENT ma apparentemente ignorata per ragioni di “policy” dalla comunità scientifica accademica (l’Establishment Accademico) nonostante tutti gli sforzi propugnati per rendere edotto lo stesso suddetto Establishment Accademico (in particolare italiano).

Infatti, è oggi ritenuto da vari esperti nell’industria, quindi fuori del  mondo accademico, che,  a basse energia, la materia deve raggiungere uno stato magnecolare come premessa per una possibile fusione nnucleare. In ogni caso, il “legame magnecolare“ dà proprio la verifica delle cinque leggi, a condizione che gli isotopi siano quelli giusti, naturalmente.

Va chiarito che i grandi investimenti fatti dall’industria negli accoppiamenti magnecolare non bastano  per le applicazioni concrete di processi LENT, perché la fusione rappresenta il passo successivo. Infatti le applicazioni industriali delle magnecole sono state quelle di produrre carburanti puliti. La spiegazione sta nel fattoche il basso legame degli atomi permette una combustione completa, cosa impossibile per il legame di valenza. Infatti, nel caso che si continua a impiegare il combustibile standard basato sui legami di valenza, allora gli effetti ambientali negativi (effetto serra ecc.) continueranno ad aumentare sino a creare delle vere e proprie catastrofe climatiche. Diviene pertanto necessario procedere immediatamente a variazioni di approcci e impiego di sistemi più puliti e sicuri  quali il “magnegas” evitando anche di cadere in uno stato di prostrazione scientifica basato sostanzialmente sulla continuazione di impiego energetico (per i combustibili) di fenomeni tecnologici e scientifici orami superati e pregni di effetti negativi al punto che questa stessa accettazione potrebbe essere intesa una vera e propria malafede da parte dello Establishment Accademico. In altre parole, si potrebbe azzardare l’idea che la accettazione implicita da parte dell’Establishment Accademico si risolva  sostanzialmente  nella accettazione di vere e proprie “mistificazioni accademiche”. Peraltro, bisogna tenere in debito conto che ormai la Meccanica Adronica, le 5 leggi LENT, le incongruenze catastrofiche del continuare ad accettare come se fossero partitelle vere che vivono nello spazio tempo umano, i neutrini e i “quark” sono fatti ed eventi scientifici accettati dalla maggior parte della Comunità Scientifica internazionale: a tale riguardo si possono portare i vari congressi su cui questi argomenti sono stati discussi ed accettati, i Svezia, negli USA, in Kazakistan, in Estonia, Lettonia ecc. 

In ogni caso, i risultati ottenuti dalla tecnologia magnecolare vanno completati con un passo successivo di ricerca applicata, consistente in una analisi approfondita di tutte le possibilità di realizzazione industriale della stessa tecnologia al fine di potere per passare dalle strutture magnecolari alle loro fusione (fredda o a temperatura intermedia), e scegliere la opzione che verifica al meglio.

Alcuni criteri di base, che, secondo me, si dovrebbero seguire sono:

1)  studio di fattibilità,

2)  valutazione di costo moderato 

3) efficienza significativa così come si può e si deve  calcolare dalla meccanica adronica, e certamente non da quella quantistica.

PROPOSIZIONE N° 5:

“STUDIARE” LA MECCANICA ADRONICA

La necessità che la Meccanica Adronica e quindi le cinque leggi dei LENT siano studiate a fondo in tutto il mondo è essenziale per l’avanzamento del progetto “adronica”. Secondo Santilli, la loro generalizzazione strutturale è solo una questione di tempo.

La vera scienza è la ricerca del nuovo, a cominciare con quella che onori le nuove verità galileiane e sia in grado di sorpassare gli interessi consolidati da secoli (come è avvenuto per la conservazione delle teorie di Newton, quindi di Einstein ecc.). La nuova scienza deve onorare le nuove scoperte e non essere asservita, con viltà, a interessi precostituiti, che, come è noto ai veri “esperti”, sono il vero freno contro il raggiungimento di efficienze industriale di molte branche della scienza e tecnologia come ad esempio è il caso dei LENT/LENR. Si veda il caso della soppressione organizzata a livello mondiale del riciclaggio dei rifiuti nucleari mediante il loro decadimento stimolato oltre [Rif. 9] ai tanti – troppi altri casi di omissione scientifica. Per concludere, allo stato dell’arte, l’argomento LENT/LENR bisogna adoperare un linguaggio “chiaro e tondo”: il raggiungimento di valori industriali dei processi LENT/LENR sarà una prova schiacciante delle limitazioni intellettuali perseguite durante tutto 20-simo secolo. Questo secolo ha bisogno disperato di maggiore apertura mentale e scientifica senza preclusioni e pregiudizi al fine di migliorare le visioni cosmiche oltre a quelle del mondo submicroscopico. Ad esempio, il raggiungimento dei processi LENT/LENR impone l’abbandono necessario delle fondamenta della relatività ristretta (la topologia, geometria e simmetria di Poincaré) a favore di vedute più generali.

Santilli tenne un primo seminario su richiesta del grande fisico Salam al Centro Ricerche di Trieste nel 1968 per presentare le deformazioni Lie-ammissibili delle algebre di Lie – chiamate oggi “q-deformations” anche perché modificate da Santilli.

CONCLUSIONI

In questo lavoro si tenta di illustrare brevemente l’interrelazione fra meccanica classica quantistica e meccanica adronica. Prima di tutto s’impiega il criterio scientifico della generalizzazione di una teoria rispetto a quella precedente rimanendo all’interno dello stesso paradigma in senso popperiano. Com è ben noto la meccanica classica newtoniana si applica al mondo macroscopico e non è applicabile al mondo microscopico. A mano a mano che le dimensioni diminuiscono la meccanica newtoniana non è più valida e perciò è nata la meccanica quantistica che si identifica con la meccanica newtoniana quando le dimensioni superano quelle atomiche. Sorgono così alcune discrepanze quando le dimensioni diminuiscono e raggiungono quelle dei protoni o adroni in generale. Quindi, Santilli crea la sua Meccanica Adronica applicabile alle particelle elementari che lui definisce “adroni”. (1Fm, omogeneo, sferoide, deformabile ecc.) mentre la Meccanica Quantistica, nelle sue varie versioni (QED, QCD ecc.) non riesce a descrivere bene gli adroni costituiti da quark e gluoni. Tuttavia, i quark e gluoni si muovono all’interno degli adroni a velocità della luce. Sostanzialmente, è come se fossero fermi e quindi l’adrone è omogeneo rimanendo all’interno della famosa Griglia, ossia la sostanza primaria alla base della realtà fisica e che sostituisce e definisce il vuoto. In altre parole, si riafferma la validità della famosa frase di Marcello Cini sulla sostenibilità del “Feticcio della neutralità della scienza”.

APPENDICE sulla FUSIONE NUCLEARE FREDDA

1. La fusione nucleare (FNF) deve verificare la legge di conservazione dell’energia.
2. La fusione nucleare (FNF) deve verificare la legge di  conservazione del momento angolare.
3. La fusione nucleare (FNF) accade solo per i nuclei con spin compatibili con “’accoppiamento planare di singoletto” oppure con “l’accoppiamento assiale di tripletto”, si veda  Fig. N* A1 Fig. A1 Una visione schematica dei due soli accoppiamenti stabili possibili permessi dalla Meccanica Adronica: “l’accoppiamento planare di singoletto” a sinistra e “l’accoppiamento assiale di “tripletto” a destra.
4. Le fusioni più probabili (FNF) sono quelle che accadono  a energie di soglia (energie minime dei costituenti necessari a verificare la Legge N° 1).
5. Le  fusioni più probabili  (FNF) sono quelle senza rilascio di particelle massive (quali i protoni, i neutroni e gli elettroni).
6. Una condizione necessaria per la fusione (FNF) perché la fusione stessa si verifiche è che si sia in grado di controllare gli elettroni periferici dell’atomo in modo tale da consentire siano esposti.
7. La fusione nucleare (FNF) non può avvenire  senza un’innesco (trigger) che è sostanzialmente un meccanismo esterno che forza i nuclei esposti entro l’orizzonte adronico.

RIFERIMENTI

  1. Preparata Giuliano (1995), QED Coherence in Matter, Wold Scientific.
  2. Wilczek Frank (2009), La leggerezza dell’essere, Giulio Einaudi Ed. 2009.
  3. Santilli, R. M. (1998), “The Physics of New Clean Energies and Fuels According to Hadronic Mechanics”, Special issue of the Journal of New Energy, 318 pages (1998).
  4. Santilli R. M. (2001), “Foundations of Hadronic Chemistry with Applications to New Clean Energies and Fuels“, Kluwer Academic Publishers, Boston-Dordrecht-London (2001).
  5. Santilli, R. M. “Isodual Theory of Antimatter with Applications to Antigravity, Grand unifications and Cosmologies“, Springer (in press)
  6. Santilli. R. M., “Elements of Hadronic Mechanics“, Vol. I: “Mathematical Foundations” (2-nd ed. 1995), Vol. II: “Theoretical Foundations” (2-nd edit. 1995), and Vol. III: “Recent Developments, Experimental Verifications and Industrial Applications” (in preparation), Ukraine Academy of Sciences, Kiev
  7. Santilli R. M. (2003), “Iso-Geno- and hyper-mechanics for matter and their isodual for antimatter, Journal of Dynamical Systems and Geometric theories, Vol. 1, 121-193 (2003), prepublication available in pdf file at http://www.i-b-r.org/docs/Iso-Geno-Hyper-paper.pdf
  8. Santilli R. M., “Inconsistencies of noncanonical and nonunitar theories and their possible isotopic resolution“, Intern. J. Modern Phys. A Vol. 14, pp. 3157-33206 (1999)
  9. Santilli, R. M. (2002), “Inconsistencies of string theories and their possible isotopic resolution“, Foundation of Physics, Vol. 32, pages 1111-1140 (2002)
  10. Santilli R. M., “Inconsistencies of general relativity and their possible resolution via the Poincaré invariant isogravitation“, submitted for publication, prepublication version available as pdf file at Internet.
  11. Rhodes Robert, L’invenzione della Bomba Atomica, Ed.
  12. Penrose Roger, La strada che porta alla realtà, Rizzoli Editore.
  13. Wilczek Frank (2009), La leggerezza dell’essere, Giulio Einaudi Ed. 2009.
  14. Riodan Michael (2007), The Hunting of the Quark, Touchstone Ed.
  15. Oerter Ribert (2006), La teoria del quasi tutto, Ed. Codice.
  16. Penrose Roger (2017), Numeri, Teoremi e Minotauri, Ed. Rizzoli.
  17. Close Frank (2006), The New Cosmic Onion, Ed. Taylor and Francis.
  18. Feymann Richard (2000), QED la strana teoria della luce e della materia,Ed. Adelphi.
  19. Quartieri Giuseppe (2003), Inconsistenze fra Meccanica Quantistica e Adronica, Ricerca Aerospaziale, Ed. IBN.
  20. Quartieri Giuseppe (2009), Introduzione alla Chimica Adronica, Ricerca Aerospaziale, IBN Editore, Anno XXV –N° 1 Gen-Giu 2009.
  21. Chiatti Leonardo (2009), Un nuovo concetto di archetipo nella fisica della auto-organizzazione, Ricerca Aerospaziale, IBN Editore, Anno XXV –N° 1 Gen-Giu 2009.

RIFERIMENTI WEB

  1. http://www.i-b-r.org/Inconsisist-Gravitation.pdf
  2. http://www.recyclingnuclearwaste.com
  3. https://twitter.com/The_New_Fire
  4. http://www.hashtagsicilia.it/scienze/la-fisica-quantistica-ed-suoi-padri-fondatori-7745