Articolo: Oltre l’Ipcc

di Giuseppe Quartieri – Fonte: https://www.vglobale.it/2014/09/04/oltre-l-ipcc/

Il pensiero ecologico va ben oltre, supera il Rapporto Ipcc e, anche se in parte si ciba e si arricchisce dai Rapporti dell’Ipcc, è nato e cresciuto con l’uomo e si evolve con esso stesso, anche se appare che non sia ben chiaro all’Umanità. A dispetto dei dati scientifici esemplificativi, l’ecologismo moderno si è evoluto sviluppandosi, in maniera dogmatica e religiosa secondo criteri classici del dogmatismo più becero (anche fiscale) possibile quello cosiddetto «verde». La rappresentazione precipua e specifica di questo sviluppo si presenta con le tipiche caratteristiche medioevali delle «Compagnie di Gesù»

La nuova versione, la quinta, del Rapporto internazionale IPCC (Intergovernmental on Climate Change) [il cosiddetto Fifth Assessment Report (AR5)], sviluppato da 800 scienziati e ricercatori scelti nell’ambito delle Comunità scientifica internazionale, organizzati in tre Gruppi di Lavoro (Working Group= WG) è stato pubblicato e distribuito nel 2014. Sembra che manchi un terzo volume integrativo ed in parte già correttivo.
L’argomento di lavoro del primo Gruppo di lavoro (WGI) è costituito dalla Scienza delle Basi Fisiche (The Physical Science Basis), mentre il Gruppo Numero Due (WGII) si interessa di valutare l’impatto, adattabilità e la vulnerabilità dell’uomo ai Cambiamenti climatici. Più specificatamente il Gruppo di Lavoro III (WGIII) ha il compito di analizzare i metodi e mezzi di mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
Così, il Rapporto IPCC valuta le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per la comprensione del rischio umano indotto dai cambiamenti climatici. In fondo l’IPCC si rende conto e divulga, prima di tutto ai decisori politici, e quindi al popolo, quanto ben noto, da decenni, ad una cerchia ristretta di scienziati, ossia che, al momento, la Umanità terrestre vive in un società che può essere definita la «Società del Rischio».
In sintesi, la posizione classica generale del Global Warming si presenta e viene rappresentata – secondo IPCC – con un indice unico fondamentale: la temperatura della Terra. Non si fa riferimento al Global Dimming (Raffreddamento Globale). Nonostante il Rapporto IPCC sia il risultato degli studi ed analisi della suddetta grande Comunità Scientifica (con i suddetti tre Working Group) sussistono diverse interpretazioni e percezioni delle causa e degli effetti del Cambiamento climatico.
In particolare la scuola ambientale e meteorologica russa che fa capo alla Scuola di Ecologia dell’Università di San Pietroburgo, tra i quali, nel passato Sergej Vinogradskij, Vladimir Vernadski, Antonov V.V e quelli attuali quali Michail Vasil’evic Lomonosov, Aleksandr P. Borodin, Alexander Arbatov, Abel Aganbejan e tanti altri. ma anche al grande S. Perov del Gruppo di Koktebel, ritengono che gli effetti del Sole e del sistema solare siano le cause primarie del Riscaldamento Globale e/o del Raffreddamento Globale.
Invece, la maggior parte dei partecipanti all’IPCC (indipendentemente dalla provenienza dei tre WG) crede nel forte incremento della componente antropica ossia dell’effetto dell’impiego dei carburanti fossili da parte dell’uomo. Ovviamente, ambedue le posizioni hanno il loro effetto e la loro validità relativa sul Cambiamento climatico. La valutazione più accreditata della percentuale di effetto antropico viene definita pari al 10%, ossia un decimo dell’effetto dominante del Cambiamento climatico. Per decenni alcuni ricercatori (tra i quali il sottoscritto) si sono interessati in modo concreto dei cosiddetti effetti dei fattori ambientali sui Sistemi complessi, il cui sistema primario è l’Uomo.

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In questo lavoro, si presenta un effetto fondamentale che nasce come conseguenza della analisi dei Cambiamenti climatici: il sorgere di vari gruppi interpretativi, di varie associazioni che si ispirano a questi lavori dell’IPCC e, per alcuni versi si comportano come vere e proprie sette dogmatiche e pseudo-religiose. Gli iniziatori e inventori degli studi ed analisi degli effetti e delle cause dei Cambiamenti climatici non avevano certo pensato o intuito che sarebbero sorti, come funghi gruppi, gruppi di seguaci che, con atteggiamento dogmatico ed al limite quasi invasato, avrebbero creato associazioni varie, e, al limite, sette di divulgazione del verbo ambientale e di creazione di un forte timore panico e di forti preoccupazione nelle file del popolo. Nel periodo 1975-2000, la temperatura terrestre si è stabilizzata. La giustificazione potrebbe essere ascritta all’effetto di variazioni di emissioni da parte del Sole. Tuttavia, il fenomeno non si giustifica con una riduzione di irradiazione solare ma va correlato piuttosto al vento solare e quindi all’aumento dei raggi cosmici sia interni al sistema solare sia provenienti dallo Spazio esterno ma interno alla nostra Galassia.

Fig. N° 1 – Si mostrano le variazioni di temperature nel tempo sulla superficie della terra suddivisa in «pixel» ossia in punti di uguale dimensione. Nel periodo dal 1901 al 2012, l’elongazione massima della variazione delle temperature è al massino di 3,2°C (Gradi Celsius).

L’effetto del Sole è stato finalmente citato nel quinto rapporto dell’IPCC

Inoltre la Natura gestisce gli scompensi climatici e i fenomeni naturali causano molte più morti per l’aumento della popolazione e per l’insediamento degli uomini in zone che prima non erano abitate poiché considerate inabitabili. L’intervento dell’uomo può condurre alla catastrofe globale (variazioni climatiche non controllabili dovute alla impossibilità di controllare a livello mondiale l’uso dei carburanti fossili e relative conseguenze incontrollabili, impatto di asteroidi provenienti da ambienti spaziali incontrollabili, guerra nucleare, guerra biologica globale, guerra con le nuove armi ad energia diretta, catastrofe prodotta dalla forte diminuzione di produzione di alimenti agricoli sani e cibo in generale e quant’altro avente potenzialità simili). Alcuni di questi fenomeni possono essere scatenati solo e soltanto da uomini privi di scrupoli, dittatori, politici potenti pazzi incontrollabili, che hanno perso la umanità per sete di potere.
La Natura, però, provvede a eseguire la azione correttiva per riportare la vita e gestire il ciclo di reazione positiva così la Natura vince sempre sull’uomo che fa danni.

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Fig. N° 2 – Accuratezza delle misure di temperatura: WGI_ARS (IPCC)

Fino ad ora, la Natura ha provveduto e continua a provvedere e ad eseguire le necessarie azioni correttive che garantiscono la continuazione della vita sulla Terra. Qualcuno dice che la Natura vince sempre sull’uomo che fa danni innescando sistemi complessi pieni di cicli di reazione positive e negative che, ben combinate continuano a mantenere ed eventualmente riportare la vita sul globo terrestre. Queste affermazioni trovano riscontro nei prossimi due diagrammi di temperature (accuratezza e variazione del livello del mare) riportati nelle prossime figure estratte da IPCC.
Si nota che la temperatura, con tutte le oscillazioni del caso, è aumentata dal 1980 in poi fino ai tempi attuali con variazioni che si mantengono sempre positive.
Analizzando il livello del mare in un periodo analogo di tempo si osserva un incremento del livello del mare nel tempo prodotto dalle variazioni di temperatura della superficie terrestre in modo quasi proporzionale. La figura successiva (presa da IPCC) mostra questo fenomeno chiaramente.

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Fig. N° 3 – Aumento del livello del mare nel tempo (da IPCC 2013)

In fondo, alla Madre Terra, la famosa Gaia di Bukmister Fuller, interessa che la vita continua ad esistere sulla sua superficie ma non necessariamente richiede ed impone che continuino ad essere ad esempio 7 miliardi di uomini oppure che l’Umanità si evolva al punto da raggiungere ad esempio 20 miliardi di uomini. In tempi complessi e di unità di misura galattici o di base universale, l’evoluzione dell’uomo copre un intervallo piccolo ed estremamente limitato. Madre Terra lo sa e ragiona con i suoi termini ed unità temporali di riferimento che per gli uomini sono estremamente più lunghi (al limite quasi infiniti) rispetto a propri tempi di vita dell’Umanità.
Di conseguenza, legato ai Cambiamenti climatici anche se in maniera forzata, si presenta alla intelligenza umana il problema della Estinzione della specie uomo (almeno di tipo terrestre). L’uomo impaurito per questa evenienza, non più del tutto improbabile, pensa alla propria sopravvivenza ed inventa nuovi sensi di vecchi termini come «la sostenibilità» e pensa che finalmente riesce a proporre un modello di «decrescenza» del tutto improbabile e del tutto fuori senso poiché oltre il 70% della popolazione mondiale vive in uno stato di sottosviluppo che tende solo e soltanto a rincorrere il modello di sviluppo ormai classico per avvicinarsi sempre più allo stile e modo di vivere dei Paesi sopra-sviluppati.
Così il modello IPCC cerca di mediare fra queste posizioni tanto lontane fra le sette di invasati e la necessità di una redistribuzione della economia secondo criteri più giusti e equipollenti fra gli uomini. In ogni caso si tratta di posizioni opponentisi idealiste molto lontane fra di loro.
Basti pensare ad alcuni concetti elementari che vengono riportati normalmente dai santoni (specie di guru di basso livello) della ecologia catastrofista:

1. Il modello di riduzione dello sviluppo (torniamo a vivere come nel medio evo o prima del medio evo!), adottiamo la politica manageriale della riduzione degli sprechi e dei bisogni, impieghiamo ed applichiamo modo estensivo la «efficienza energetica» per arrivare ad un risparmio superiore. Insegniamo alle nuove generazioni a risparmiare e vivere con minori necessità ed altre scelte del genere. Tutto ciò, in Italia, è necessario poiché non si è voluto pervenire alla scelta energetica nucleare. Questa scelta filosofica di vita francescana fa sorridere almeno il 50% degli italiani. Molti furbi venditori e presentatori televisivi ne hanno fatto un loro cavallo di battaglia. Per altri si tratta solo di una baggianata megagalattica.

2. La sostenibilità: concetto privo di senso poiché relativo a ciascuna situazione oggettiva, non misurabile per definizione e dipendenti dalla tipologia di uomo e delle circostanze. La sostenibilità non ha caratteristiche assolute ma dipende da caso a caso, da uomo ad uomo, da sistema a sistema: quindi, in quanto relativa, è priva di senso o, il che è la stessa cosa, cambia di caso in caso. La relatività ricerca l’assoluto e non la definizione degli eventi relativi.

3. Timore per la catastrofe inizializzante la «estinzione» della specie umana: un’altra sorta di fenomeno-evento di cui alcuni sono stati precedentemente definiti.

L’Importanza quindi delle valutazioni e opinioni scientifiche dell’IPCC è veramente essenziale e sostanziale per la sopravvivenza dell’Umanità a patto che i «decisori politici» ai quali è diretta, in modo prioritario, si attengano ai risultati e prendano decisioni deduttive razionali in accordo con i dati dell’IPCC N°5 (per ora!).
Tutto questo discorso viene arricchito con alcune delle rappresentazioni grafiche elargite dall’IPCC previa debita citazione della fonte. Questo approccio non consente di indulgere a lungo nelle classiche spiegazioni divulgative del Rapporto IPCC, di cui stanno parlando in moltissimi.

Il pensiero ecologico oltre IPCC

Prima di tutto va chiarito che il pensiero ecologico va ben oltre, supera il Rapporto IPCC e, anche se in parte si ciba e si arricchisce dai Rapporti dell’IPCC, è nato e cresciuto con l’uomo e si evolve con esso stesso, anche se appare che non sia ben chiaro all’Umanità.
L’intrinseco (mio) Pensiero Ecologico è nato nelle campagne sannitiche della Pentria, lungo i tratturi delle antiche vie di Viteliù che percorrono tutto l’Antico Sannio (da almeno 8 secoli prima della nascita di Roma) a sud fino alle pianure pugliesi e a nord fino alle Marche del sud (Peligni ecc.).
Di conseguenza, il pensiero ecologico (anche per il piacere di Giuseppe Altieri) continua ad avere molti dubbi e tante critiche nei confronti del nuovo «verbo» scientifico dell’IPCC.
In questa figura quindi si riportano oltre agli andamenti della CO2 prodotti dalla combustione dei carburanti fossili e dai processi industriali ma anche dai processi prodotti dalla deforestazione per incendio ed altro e l’impiego di altro terreno (FOLU); si riporta l’andamento del metano (CH4), dell’ossido di diazoto (N2O), dei gas fluorati coperti dal Protocollo di Kyoto (F-gases). Nella parte destra della figura si riportano le emissioni antropogeniche (GHG) nell’anno 2010 mostrate come suddivise nei loro componenti assieme alle relative incertezze di misura (con intervallo di confidenza del 90% ed indicate con le barre di errore.
Le incertezze dell’emissione totale antropogenica GHG vengono dedotte dalle stime di ciascun gas individuale con la metodologia descritta nel Capitolo 5 [5.2.3.6] del Rapporto IPCC.

A dispetto di questi dati scientifici esemplificativi, l’ecologismo moderno si è evoluto sviluppandosi, in maniera dogmatica e religiosa secondo criteri classici del dogmatismo più becero (anche fiscale) possibile quello cosiddetto «verde».
La rappresentazione precipua e specifica di questo sviluppo si presenta con le tipiche caratteristiche medioevali delle «Compagnie di Gesù» che, da invasati, andavano camminando in fila predicando a tutti l’avvento della morte e della necessità di purificazione e di pentimento per tutti i peccatori. «Mutatis mutandis» varie sette di «predicatori invasati» hanno riempito il panorama social politico italiano, proponendo soluzioni parziali del problema energetico e di quello del Riscaldamento ambientale (Global Warming and Global Dimming) sia a livello nazionale sia internazionale. Si tratta sempre di una buona azione che si propone scopi buoni per il miglioramento della vita o meglio della qualità della vita dell’Umanità attuale. Purtroppo questi movimenti settari sono del tutto anacronistici.
Frattanto, l’IPCC presenta nuovi diagrammi scientifici come il seguente.

Le emissioni di antropogeniche di Gas Serra (GHG) aumentano nonostante tutti gl sforzi eseguiti per la riduzione. L’accrescimento maggiore delle emissioni è quello del CO2proveniente dalla combustione dei carburanti fossili e dai processi industriali. (IPCC).

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Fig. N° 4 – Figure TS.1 da IPCC 2014 WGII

1. Le missioni cumulative di CO2 sono raddoppiate dal 1970.
2. L’industria e i rifornimenti di energia sono responsabili dei tre quarti dell’aumento di emissioni con un ruolo incrementale nell’ultimo decennio.
3. Ascesa ripida delle emissioni di CO2 prodotto dai fossili, dal cemento e da incendi (flaring).
4. L’emissione globale di CO2 è nota con un errore pari a 8%.
5. L’emissione di CO2 dal cosiddetto «FOLU» p nota con una grande incertezza dell’ordine del 50%.
6. Va tenuto molto ben in conto il fattore di emissione di metano CH4.
7. Di fatto, il gas serra metano ha «potere serra» (ossia di produrre effetto serra) superiore a quello dell’anidride carbonica CO2 mediamente di un fattore 20 anche se con certe limitazioni e quindi va incluso nella analisi in modo chiaro, rigoroso ed inequivocabile.

La decomposizione del cambiamento decennale della emissione totale di CO2 prodotta dalla combustione dei carburanti fossili viene eseguita dividendo per quattro fattori:

1. La popolazione.
2. Il Pil (In Americano: Gross Domestic Product) pro capita [ossia il prodotto interno lordo (Pil) è il valore di mercato di tutti i beni finali ufficialmente riconosciute e servizi prodotti all’interno di un paese in un anno, o un altro dato periodo di tempo. Il Pil pro capite è spesso considerato un indicatore di un paese standard].
3. L’intensità energetica del Pil.
4. L’intensità energetica del carbone. Le barre mostrano le variazioni associate a ciascun fattore da solo mantenendo gli altri fattori costanti.
Le variazioni decennali totali sono mostrate sotto i triangoli. Le variazioni sono misurate in giga-tonnellate (Gt) di emissioni di CO2 per decennio. Le entrate economiche vengono convertite nelle unità di misura opportune ed adatte impiegando la parità di acquisto energetica. Osservando si deduce facilmente che non si può raggiungere una riduzione di emissione globale antropogenica senza ulteriori sforzi poiché si prevede un aumento di emissioni a causa dell’aumento di popolazione globale terrestre e dell’incremento del prodotto economico interno.

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Fig. N° 5 – SPM.3 (IPCC)

Gli scenari basilari, ossia quelli senza ulteriori azioni di mitigazione, consentono di dedurre il risultato di incrementi di temperatura globale media superficiale terrestre nel 2100 compresi fra 3,7 e 4,8 °C a paragone con i livelli pre-industriali che avevano variato da 2,5°C to 7,8°C, in termini di valori medi con la inclusione della incertezze misurate a quei tempi con alto livello di confidenza.
Gli scenari di emissione per questo tipo di valutazione rappresentano la somma di tutti i componenti radiativi forzanti includenti i fattori antropogenici, l’ozono troposferico, gli aerosol, e le variazioni di albedo. Gli scenari basilari ossia gli scenari senza particolari ed esplicite azioni e sforzi per contrastare le emissioni, eccedono le 450 parti per milione (ppm) di CO2 equivalente entro il 2030 e raggiungono livelli di concentrazione di CO2equivalente compresi fra 750 e 1300 ppm di CO2 eq entro il 2100 [si veda Fig. SPM.1 (IPCC)]. Questi campi di valori sono corrispondenti a livelli di concentrazione atmosferica compresa nell’intervallo fra RCP 6.0 e RCP 8.5.

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Fig. N° 6 – SPM.2. (IPCC)

Sono quindi stati sviluppati molti scenari multipli e diversi per interpretare le varie opzioni tecnologiche e comportamentali che si presentano con caratteristiche ed implicazioni diverse per il cosiddetto «sviluppo sostenibile» (con tutte le obiezioni ed i commenti elaborati prima e dopo questa frase) a seconda del livello di mitigazione.
Mentre questo tipo di analisi procede con enormi sforzi scientifici, le suddette sette pseudoreligiose osannano, creano e affrontano delle specie di guerre religiose anti-industriali ed antitecnologiche proponendo un modello di sviluppo di ritorno alla vita bucolica, georgica e fantasiosamente pura. Si tratta di un sogno neppure di mezza estate. Così, molti atti di queste sette dogmatiche e prive di senso concreto e realistico moderno fanno molte battaglie serie e ben definite e specifiche, giustamente definite corrette, giustamente dirette e convogliate (ad esempio Ilva, perdita di petrolio nel mare del Messico di alcuni anni fa, rivolta o supporto ai poveri derelitti del disastro di Chernobyl, ma purtroppo poco supporto al terremoto e maremoto di Fukushima ecc.). Le battaglie contro la Tav oppure il ponte sullo stretto di Messina ed altre dello stesso tipo svalutano il lavoro delle sette ecologiche verdi, poiché non hanno senso ecologico mentre appaiono semplicemente dirette, sottofondo, da strani e vergognosi interessi economici locali.
Nel caso di Fukushima queste sette prendono un grande abbaglio e fanno enormi errori: a Fukushima ci sono stati almeno 30.000 (trentamila) morti a causa dello tsunami e maremoto, ma nessun morto per ragioni di radioattività, eventualmente emessa dai 3 o 4 reattori nucleari implicati. A Fukushima, gli unici edifici rimasti in piedi sono quelli dei reattori nucleari. Pertanto, si invitano queste sette di invasati a non fare altro casino e guardare con calma ai fatti concreti senza inventarsi cose orrende che non si sono verificate almeno per ora.
Le ultime notizie riportate dalle Agenzie internazionali riportano che l’Imperatore del Giappone ha deciso di fare sostituire le Centrali nucleari vecchie con centrali nuove e moderne della terza generazione avanzata e di continuare a produrre energia elettrica con le suddette Centrali nucleari. Analoga decisione è stata presa da Presidente Holland in Francia che, sembra, abbia deciso di fare sostituire tutte le centrali nucleari vecchie di almeno 40 anni con nuove centrali EPR della terza generazione avanzata. A livello mondiale, però, si prevede un grande aumento di numero di Centrali nucleari, pulite ed ecologiche e industrialmente rinnovabili in Cina (74), in India (oltre 30), negli Usa (recentemente almeno 4), Turchia ecc.